La forbice “KILLER”

La storia di queste geniali forbici vale bene un raccontino dei miei.

Pochi sanno che le forbici Ratio 4717  che per comodità d’ora in avanti prenderanno il nome di Killer sono nate nell’inverno 2006. A Niigata, come sempre. In casa madre é nato questo progetto che voleva stupire il mondo intero dimostrando quanto superiore é la qualità delle forbici Bmac rispetto a qualunque competitor mondiale.

Guardate, sono sincero. Le forbici Killer sono nate quasi per caso. O meglio, noi volevamo un paio di forbici sfoltitrici, aggressive ma morbide, decise ma semplici da usare. Umh, un bel dilemma. Se sono troppo aggressive inevitabilmente segnano il capello in modo irrimediabile, se sono decise non sono facili da usare per ogni hairdresser. Noi non volevamo comunque compromessi. Ma di fronte a queste domande che ci ponevamo durante lo studio di quella che doveva divenire la sfoltitrice più “potente” della collezione, parecchie facce perplesse giravano quel giorno in Bmac a Niigata.

Poi come d’incanto Lui, il Maestro, se ne esce quatto quatto con il primo paio di Killer in mano, ancora in fase di beta test. All’inizio e questo nessuno lo sa, erano con forma offset, ed erano semplicemente belle!

La lavorazione a tamburo martellato in tre feritoie su ognuno dei 17 denti, geniale. il leggero disegno a petalo ascendente del dente, sinuoso, perfetto. Così a prima vista non ne capiamo ancora le potenzialità ma Lui dice che sono forbici morbide come seta. Ichiban!

Quando il Maestro pronuncia nel suo stentato inglese Ichiban! ci si deve aspettare un capolavoro, così almeno mi auguro da un modello che in effetti sfoltisce una percentuale del 50% di capelli ad ogni colpo.

Rientro in Italia e inizio con i test. Il primo che proverà il modello beta sarà Aldo Coppola. Così si é deciso dopo che il Sig. Aldo mi ha accordato e rinnovato fiducia passando senza colpo ferire da Matsuzaki a Bmac e credendo dunque nel mio folle progetto di divenire in poco tempo la factory di riferimento mondiale.

A volte ancor oggi rivedo la faccia stupita del Sig. Aldo quando comunicai lui che non lo fornivo più con le sue abituali forbici con le quali tracciamo insieme un solco di moda e qualità. Un insieme di stupore e curiosità, quella curiosità tipica dei bambini, che si mettono in gioco ogni giorno con sfide nuove. Così mi parse quel giorno il Sig. Aldo. Lui disse semplicemente okay credo a quello che mi dice ma sinora mi ha abituato bene e non voglio certo retrocedere nella qualità, riconosco la sua professionalità, forse la migliore nel settore delle forbici in Italia, per questo ed altri motivi le accordo la fiducia nel testare le sue  nuove forbici e se lei dice sono superiori a quelle che usavo prima, perché no, sono pronto anche ad usarle!

Era un giovedì, in Corso Manzoni a Milano.

Boh, facile che piovesse pure, era tipo febbraio del 2007. Un anno esatto quasi di sviluppo della collezione con interminabili viaggi in Giappone, a Niigata, la mia seconda casa.

Finalmente il giorno fatidico era arrivato. Alla Killer era solo stato al’uopo cambiata impugnatura che da offset era passata a straight, il resto immutato. Iniziò provando una Dea 650 ed una Ginza 630. Quest’ultima fu la sua preferita per il taglio. Poi venne il momento delle sfoltitrici. Provò le cinque in collezione. Con attenzione, molta. Tornò ed il suo verdetto fu lapidario. Disse: “senta, la collezione  che mi ha proposto mi ha soddisfatto per la qualità, non mi fa rimpiangere quelo che lei mi proponeva sino a ieri. Ed io tirai un sospiro di sollievo. Ma di quelli forti!

Lo guardavo ancora interrogandolo ed avidamente ascoltando ogni sua parola come un ingegnere di pista ascolta un pilota di formula uno dopo un test su un motore nuovo da testare.

Lui mi rese le forbici e ne trattenne una.

Una sola rimase nelle sue mani.

La KILLER!

Allora lui disse, ” questa é meravigliosa, sicuramente é la migliore forbice che lei abbia in collezione, con questa lei otterrà un successo incredibile ed io l’aiuterò per quanto mi é possibile nel’usarla nelle mie tecniche di taglio Masai.

Scosso ed incredulo tornai a Bergamo, comunque felice.

Non intuivo ancora cosa si celava in effetti dietro l’intuizione del sig Aldo. Lui invece quel giorno capì perfettamente di avere trovato quello strumento capace di tracciare la moda dei prossimi anni e di segnare in modo indelebile la carriera già inarrivabile, di uno dei più creativi e geniali hairstylist di ogni tempo.

Un altro episodio mi piace svelare.

Sempre ai timidi inizi dell’avventura con Bmac dopo anni di indiscussa leadership, conquistata con il sangue di lavoro onesto e sudato con la precedente esperienza di Matsuzaki, andai a visitare qui a Bergamo una cliente che di nome fa Carla, il suo salone invece Dea.

Tra le tante proposte della collezione scelse e fu la prima, la Ratio 4717, la forbice Killer appunto. Io le raccontai quanto dettomi dal sig Aldo e sicuro dunque del mio fatto ricevetti con piacere ma qualche timore in effetti il suo ordine, il primo di una Killer in Italia. La forbice di Carla arrivò e gliela consegnai di venerdì. Al lunedi mi apparse un sms. Era di Carla.

Mi si gelò il sangue leggendo la prima frase che citava: ” queste forbici non tagliano!” mi dissi, cazzo sono nella merda. Ma come?

Le ha provate e promosse il sig Aldo? Non mi capacitavo e non facevo nemmeno scorrere il resto del messaggino di Carla tanto ero agitato.

Poi fece scendere il pollice e vidi che il messaggio continuava e terminava così: “Ricamano”

Rilessi:” Luca, queste forbici non tagliano! Ricamano.”

Era una tiepida giornata di marzo del 2007. Uno di quegli inverni tipici del Nord. Dove a marzo fa ancora un freddo cane, pungente. Ma quando il sole riempie una giornata e magari il phoen spazza via le nubi e lascia spazio ad un cielo terso che si vedono gli appennini  su dalle mura di città alta, tutto ti sorride  e senti che qualcosa di divino esiste. Quel giorno dopo il messagino di Carla ero al settimo cielo.

La chiamai il martedì per chiederle cosa significasse esattamente il suo sms e per ringraziarla ovviamente. Lei allora mi spiegò, mi aiutò ancor più ad avvicinarmi al mondo tutto particolare della Killer. Mi disse che la forbice come per miracolo non segnava i capelli nonostante l’importante massa che ne veniva svuotata, la forbice inspiegabilmente non lasciava traccia del suo passaggio! E poi mi disse ancora che aveva una morbidezza ineguagliabile. Anche lei predisse per la Killer un futuro roseo.

Boh, la storia della Killer é un poco questa . Da allora, dal 2007, anno della sua effettiva commercializzazione ne sono stati venduti centinaia e centinaia di esemplari in tutta Italia e anche all’estero riscuote un successo notevole. Ma mi piace pensare che qui, in Italia, nel paese del bello, della storia, del gusto, sia nata concettualmente, adeguandola alle sapienti mani del sig. Aldo Coppola che l’ha resa famosa come giustamente meritava.  Un connubbio indissolubile quello tra il sig. Aldo e la sua forbice Killer che lui ha tenuto a battesimo .

Esistono due Killer nere. Sono quelle appositamente realizzate a mano interamente dalla forgiatura alla finitura e nella dicitura che vede scritto BMAC love ALDO, dove al posto del love ci abbiamo messo un bel cuoricino. Il minimo che potessimo fare per il sig. Aldo che tanto ha dato a questo modello.

Siamo anche fieri di sapere che molti competitor stanno scopiazzando, male, la nostra forbice Killer. Segno che ci abbiamo visto giusto anche stavolta e segno che l’artigianato puro, paga. Eccome.

Come ogni bella storia esiste un lieto fine. Il primissimo modello offset che era di mia proprietà privata se lo é aggiudicato per una cifra che non é da gentleman svelare, Coco, il direttore del salone By Mimmo Coppola di Bergamo. La custodisce e coccola come una bambina. Mi emoziono ogni volta che la vedo nelle sue abili mani.

 

p.s: uso il termine forbice al singolare e non al plurale abbinandolo a paio, in quanto é più semplice in primis e poi perché così usa chiamarle il sig Aldo e altri mie affezionati e di vecchia data clienti. Ci si capisce prima, senza stare a formalizzarsi su frasi che dicono” uhh quanto tagliano bene questo paio di forbici!” Ma dai, non esiste. Io dico sempre forbice, il sig Aldo dice forbice, e per finire anche Mimmo dice forbice. A me basta e avanza cosi.

 

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