Grazie, ecco.

Quantomeno non ai soliti e comunque sentiti ringraziamenti agli amici ed amiche che da forse decine d’anni conosco e che non mancano mai di farmi sentire “vivo” e ben voluto.

Quest’anno però mi é mancato forse un grazie importante. Un grazie che veniva ogni anno o dimenticato oppure rapidamente liquidato con una forte, energica stretta di mano. Per andare a tempi migliori devo tornare forse bambino e forse nemmeno. Un regalo vero e proprio non l ho mai ricevuto credo con spontaneità eppure sono certo che lui in cuor suo mi amava.

Un amore fatto a modo suo il nostro.

Lui sempre piuttosto severo e taciturno cozzava contro la mia innata positività e mi intimoriva, mi mandava in chiusura totale, anzi alla fine ero io che cercavo di risollevare il mio compleanno, giustificando e perdonando date sbagliate, frasi di circostanza e strette di mano energiche. Quelle non mancavano mai. Forse tra uomini si usa così, forse lo farò anche io con i miei figli, forse va così.

Credevo di non dovere dire grazie quest’anno no. Mi ero preparato così.

Non volevo l’avesse vinta anche questa volta lui.

Invece quest’anno lui non c’è. Lui mi ha lasciato solo ad ottobre dell’anno scorso, solo ma davvero. E ora che lo cerco non lo trovo se non dentro il mio cuore dove in fondo l’ho sempre tenuto nascosto, insieme al mio amore.

Volevo dirti grazie papà quest’anno, davvero, giuro.

Sappi che mi manchi e tanto.

Grazie ecco.

 

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